Fabio Di Paola

Battaglia al monte di Ragogna

3 Maggio 2024 Prima Guerra Mondiale Storia 0

Nel 1917 , a seguito dello sfondamento austro-tedesco dutante le battaglia di Caporetto, le truppe degli eserciti Austro-Ungarico e tedesco avanzarono verso il Tagliamento con il proposito di oltrepassarlo di slancio e travolgere così il Regio Esercito.

Per cercare di bloccare questa avanzata e dare il tempo all’esercito italiano di ritirarsi ad ovest del Tagliamento facendo poi saltare i ponti si decise di arroccare delle forze del Regio Esercito sul Monte di Ragogna , appena ad est del Tagliamento, dove era più facile organizzare una difesa ad oltranza per bloccare gli austro-ungarici ed i tedeschi.

Nell’area compresa tra Ragogna, San Daniele, Pinzano e Forgaria, il Corpo d’Armata Speciale del Maggior Generale Antonino Di Giorgio, con le Brigate di fanteria “Bologna”, “Lombardia”, “Lario” e “Barletta”,
oltre a unità minori, schierò circa 20.000 uomini muniti di circa 120 pezzi d’artiglieria con munizioni limitate.
Queste forze affrontarono un attacco condotto da quattro divisioni austro-germaniche.

Le forze austro-tedesche comprendevano nella zona  4 divisioni, totalizzando oltre 60.000 uomini supportati da almeno 450 bocche da fuoco ed avevano l’obiettivo di attraversare il Tagliamento, avanzare lungo la pedemontana pordenonese e minacciare il Regio Esercito Italiano nella pianura veneta.

Il 31 ottobre entrò in azione alle ore 6 l’artiglieria austro-tedesca per preparare l’attacco delle fanterie che si verificò tre ore dopo.
All’inizio l’attacco riportò successi limitati ma poi, anche a causa della superiorità numerica, gli italiani si ritirarono nella frazione San Pietro e un reggimento della 12ª slesiana riuscì a raggiungere il ponte di Pinzano al Tagliamento, da cui dovette in seguito ritirarsi perché attaccato alle spalle dalle mitragliatrici del Regio Esercito appostate sul monte Ragogna.

Il Monte di Ragogna, i dintorni del Ponte di Pinzano e del paese di Muris furono teatro della fase più drammatica della battaglia, che portò alla perdita dell’intera Brigata “Bologna”, di alcune compagnie mitragliatrici e di un battaglione della Barletta.

Composta da circa 5.500 fanti agli ordini del Colonnello Brigadiere Carlo Rocca, la Bologna sostenne durissimi scontri sino al 1° novembre, quando si ritrovò intrappolata tra l’avversario preponderante per numero e mezzi (di fronte) e il Tagliamento in piena (alle spalle).

Con i Ponti di Pinzano e di Pontaiba interrotti dietro disposizioni superiori, pur accerchiati dall’avversario e colpiti addirittura dalle salve dell’artiglieria “amica”, i resti della Brigata Bologna prolungarono la difesa per alcune ore, sino all’inevitabile resa dovuta anche alla distruzione dei ponti di Pinzano e di Pontaiba alle loro spalle.

Infatti il Gen.Sanna, comandante della 33ª Divisione, vedendo l’avvicinarsi delle truppe austro-tedesche, supportate anche dall’artiglieria che avrebbe potuto interrompere i fili elettrici delle cariche, ordinò la distruzione del ponte di Pinzano per impedire al nemico l’attraversamento del Tagliamento.

Alle 11:25 del 1 novembre 1917 le mine italiane detonarono, distruggendo il ponte e precludendo ogni possibilità di salvezza a coloro che stavano difendendo la trincea del Monte Ragogna a est del Tagliamento.
I soldati italiani della Brigata Bologna, rimasti intrappolati sulla riva sinistra del Tagliamento, non si arresero fino a sera; i superstiti, 3.000 soldati e 50 ufficiali, ricevettero l’onore delle armi dai tedeschi per la loro valorosa resistenza sul campo.

La tenuta della posizione fondamentale di Ragogna permise così al Regio Esercito di garantire il fianco sinistro delle unità operanti in pianura e di attuare con maggiore sicurezza il ripiegamento sulle linee predisposte del Piave.

Brigata Bologna