Fabio Di Paola

La strana morte del Generale Pollio

3 Gennaio 2021 Storia 0

Tra il 1908 ed il 1914 (quindi all’avvicinarsi della Grande Guerra) il capo di Stato maggiore dell’Esercito fu il Tenente Generale Alberto Pollio.

Il Generale Alberto Pollio morì a Torino il 1° Luglio 1914 e la sua morte resta uno dei piccoli/grandi misteri della Storia Italiana :

si stava avvicinando il momento in cui l’Italia avrebbe abbondonato l’alleanza con Austria-Ungheria e Germania per scendere in campo con l’Intesa e le modalità della morte , inattesa ed apparentemente senza senso, hanno contribuito a far nascere molti dubbi che sono poi stati raccolti dal libro “La strana morte del tenente generale Alberto Pollio. Capo di Stato maggiore dell’Esercito. 1° luglio 1914” di Giovanni D’Angelo.

L’improvvisa scomparsa del Gen.Pollio destò effettivamente un grande stupore sia a Vienna che a Berlino ed essendo sopraggiunta ad appena tre giorni di distanza dall’uccisione dell’Arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo (episodio che avrebbe fatto conflagrare la Prima Guerra Mondiale) fece nascere forti dubbi su di un fantomatico complotto volto ad eliminare il capo di Stato Maggiore.

Ma vediamo prima i fatti : il 29 Giugno 1914 il Generale Pollio, accompagnato dal suo attaché Vincenzo Traniello, si recava a Torino per assistere a delle manovre. Durante la giornata del 30 Giugno, mentre si trovava al poligono militare di Ciriè, Alberto Pollio iniziava ad accusare dei malesseri che furono inizialmente imputati al gran caldo.
Ritornato in albergo a Torino fu visitato due volte da un medico che gli diagnosticò un “imbarazzo gastrico” , lo mise a riposo e gli praticò un’iniezione.
Il mattino dopo fu ritrovato morto.

Ed come furono riportati gli avvenimenti da un giornale dell’epoca:

Mercoledì 1 luglio 1914, alle ore 9.15 circa, moriva a Torino il Tenente Generale Alberto Pollio, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito.

L’alto Ufficiale era giunto a Torino due giorni per una serie di ispezioni ed aveva alloggiato all’Hotel Turin. Con lui c’era il colonnello Traniello, addetto al Comando di Stato Maggiore. Il Generale era parso in ottime condizioni di salute e di buon umore e con grande appetito aveva consumato il pasto in compagnia dell’aiutante.

Il Martedì mattina, il Generale confidò di sentirsi un po stanco non per questo decise di rinunciare agli impegni pregressi. Dopo aver trascorso diverse ore esposto al sole e al caldo della giornata, disse al Colonnello di avvertire dei brividi di febbre. Accettando il consiglio dell’aiutante, Pollio decise di tornare in albergo per riposare. Consultato il parere di un medico, apprese di patire una leggera indisposizione gastrica.

I primi segnali d’allarme si ebbero nella primissima mattina di oggi. Alle 2.30 il Generale fece chiamare il Colonnello Traniello e dichiarò di avvertire seri dolori al petto. Subito venne convocato nuovamente il sanitario, Dottor Quadrone, per una nuova visita al termine della quale – confermata la diagnosi di indisposizione gastrica – venne somministrata al malato una iniezione di morfina per facilitarne il riposo.

Alle sette di mattina, il Generale risposava ancora.

Due ore più tardi, quando il Dottore fece nuovamente visita al paziente, il Generale venne trovato morto, ucciso da una paralisi cardiaca.

Molte sembrano essere le stranezze in questa vicenda, così come riportato nel testo di Giovanni D’Angelo : dalla sintomatologia accusata dal generale 24 ore prima di morire alle bizzarre prescrizioni del medico, il dott. Carlo Quadrone, dalla postura in cui fu trovato agonizzante alla mancanza di esami autoptici, al comportamento di molti fra quanti si affaccendarono intorno al Generale Alberto Pollio, soprattutto quello del dottor Quadrone e di un altro ufficiale presente, il tenente Giriodi.

L’ipotesi di D’Angelo è che Pollio sia stato avvelenato per decisione di alte sfere delle Forze Armate e/o del Governo. Decisione causata dal pericolo che la permanenza del Gen.Pollio nella carica di Capo di Stato Maggiore dell’Esercito comportava: il generale era da sempre un accanito sostenitore della Triplice alleanza con Austria-Ungheria e Germania ma ormai l’Italia stava per denunciare questa alleanza per portarsi a fianco di Francia e Regno Unito.

Alberto Pollio era sempre stato uomo di sentimenti scopertamente triplicisti: ex addetto militare a Vienna, aveva sposato un’aristocratica austriaca, Eleonora Gormasz, da cui aveva avuto tre figlie ed aveva ottimi rapporti tanto con von Moltke che con von Hötzendorf.

Altri dubbi potrebbero sorgere vedendo le carriere rapide e brillanti di Quadrone e Giriodi subito dopo quell’episodio ma tutto resta nel campo del ipotesi e dopo tanti anni risulat impossibile approfondire ulteriormente i fatti per carcare una risposta definitiva.

Dopo la morte del generale Alberto Pollio venne nominato a succedergli quale Capo di Stato Maggiore dell’Esercito il generale Luigi Cadorna da sempre suo antagonista e che guiderà l’Esercito Italiano sino a Caporetto.
Già nel 1908, alla nomina di Alberto Pollio come guida dell’esercito i due erano stati in contrapposizione ed al momento della scelta Giolitti aveva confidato al re: «Pollio non lo conosco, ma lo preferisco a Cadorna, che conosco».