Fabio Di Paola

2018/2019: la sesta stagione su Oak Island. Ma quanto investono?

23 Gennaio 2019 TV 0

Come avrete capito seguo regolarmente la serie  “Oak Island ed il tesoro maledetto” su History Channel.

Con l’arrivo del 2019 siamo arrivati alla sesta puntata della nuova stagione ; non posso dire che ci siano grandi ritrovamenti o novità. I fratelli Lagina si impegnano, entusiamano , cercano e scavano ma – siamo onesti – i risultati pratici sono parecchio lontani .

Le teorie abbondano, i tentativi sono anche ammirevoli ma quello che esce da sottoterra non mi sembra entusiasmante . Considerando che si tratta di un’isola con una superfice di 57 ettari è vero che le ricerche possono richiedere tempo ma fino ad oggi la scoperta più eclatante sembra essere la croce in piombo ritrovata sotto la sabbia di una spiaggia .

Ma, probabilmente, anche questo fa parte del fascino del programma : un continuo preconizzare nuovi ritrovamenti e chissà quali tesori tenendoci sempre sulla corda ma senza avere risultati eclatanti.

Ciò che invece mi ha stupito in questo avvio della stagione 6 è la profusione di mezzi ed investimenti: sono partiti con un’analisi sismica dell’area degli scavi per poi passare a nuove trivellazioni ed infine hanno iniziato a chiudere un pezzo di una piccola baia – Smith’s Cove – con una diga in ferro . Questa diga è composta da elementi in ferro pre-costruiti che vengono letteralmente “piantati” nella sabbia per una profondità di circa 8 metri (in modo da evitare infiltrazioni d’acqua) ed al termine la diga stessa sarà lunga più di 100 metri. Il tutto solo per poter prosciugare il fondo della baia e quindi scavare alla ricerca di nuove prove od indizi. In particolare quello che vorrebbero trovare sono i resti dei “famigerati” canali che convoglierebbero l’acqua dal mare al pozzo del tesoro, il Money’s Pit, allagandolo ogni volta che si cerca di scavare più in profondità.

La diga di Smith's Cove

La diga di Smith’s Cove

Durante una delle prima puntate è stato menzionato (di sfuggita) il fatto che solo la prospezione sismica e la relativa analisi dei dati è venuta a costare intorno al milione di dollari. Per non parlare di tutto il resto…

E’ ovvio che a questo punto mi sia sorta una curiosità: ma chi paga ? I fratelli Lagina da soli? Per quanto benestanti si tratta di investimenti cospicui senza nessuna certezza di un ritorno. Siamo onesti: quello che stanno facendo è una grossa scommessa e le possibilità che davvero trovino qualcosa le vedo misere.

Quindi resta History Channel: in questo caso l’investimento ha un ritorno più certo. A prescindere dal ritrovamento o meno di un tesoro History Channel ha già fatto introiti con 6 stagioni dello show che va in onda in parecchi paesi . Questo è senz’altro un modo per monetizzare l’investimento in tempi abbastanza rapidi.
E poi ? Può esserci qualcun’altro che partecipa alle spese restando dietro le quinte ?

Ormai la ricerca del tesoro è senz’altro diventata un’impresa industriale; fino a qualche anno fa i pochi che eseguivano scavi su Oak Island lo facevano in modo più “artigianale” , con mezzi e metodi limitati a causa della mancanza di fondi ed investitori . Ora la situazione è radicalmente diversa, pare quasi che non ci sia un limite al budget di Rick e Marty Lagina e quindi le ricerche proseguono con grande dispendio di mezzi.

Qui sotto potete vedere alcune foto scattate nel 2018 che documentano il traffico di mezzi pesanti impegnati a trasportare attrezzature pesanti su Oak Island.

 

Le immagini di questo post sono tratte dalla pagina Facebook “Oak Island From The Other Side of The Causeway