Fabio Di Paola

Un parallelo fra Notes Domino e Db2

17 ottobre 2017 Domino Notes 1
Lotus Domino

Tempo fa parlavo con un amico e collega delle differenze di percezione fra Lotus Notes / Domino e DB2.

Entrambe le piattaforme hanno dei punti in comune: in primis quello ovvio di essere IBM, il secondo è l’anzianità di servizio sul mercato con un numero di versioni in costante aumento. Infine il fatto che pur essendo consolidati e robusti non vengono più molto seguiti dal marketing e dai venditori IBM.

Eppure per Notes e Domino sono anni che si sente usare la frase “piattaforma morta” mentre per Db2 questo non succede, anzi chi lo ha se lo tiene ben stretto. Perchè?

Dopo alcuni ragionamenti credo di aver capito qual’e’ il punto che ha fatto (e sta facendo) la differenze: il client.

DB2 non ha un suo client, è un database che gira sul server: chi lo usa non fornisce un client standard ma sviluppa sulla piattaforma che preferisce e si collega ai database.

Notes invece è nato come client, poi è stato diviso in Domino per la parte server ed in Notes per il client. Ma ad essere onesti l’aspetto del client è ancora quello di 10 o più anni fa, non e’ stato cambiato radicalmente. Ed è quello che gli utenti vedono e percepiscono come obsoleto.

Possiamo dire quello che vogliamo sulle caratteristiche di Domino ma finchè gli utenti lo vedono tramite il client Notes resterà l’impressione di un software datato e non più al passo coi tempi.

Siamo onesti, questo è comodo anche per noi che sviluppiamo ed amministriamo l’ambiente: sfruttare le funzionalità del client è molto più comodo che riscriverle: di conseguenza continuiamo a far lavorare gli utenti con Notes.

Questo è secondo me il grosso ritardo di Domino : un application server che non è mai riuscito a sganciarsi del tutto dal suo client e che di consguenza ha un client con l’aspetto obsoleto.

Proviamo invece a pensare a Domino come un application server ed un database no-Sql ed immaginiamolo senza client: le possibilità offerte sono molte ed alla pari (se non superiori) a quelle di altri application server in commercio. Dobbiamo fare uno sforzo di sviluppo maggiore , con o senza le Xpages, ma possiamo tranquillamente fornire delle applicazioni web che non hanno nulla da invidiare ad altre piattaforme.

Probabilmente è ormai troppo tardi per combattere queste percezioni che si sono radicate ma se capita di parlare con un cliente che vuole abbandonare Notes e Domino proporre la migrazione delle sue applicazioni all’interfaccia browser con l’abbandono del client può essere un buon argomento che oltretutto può portare ad un risparmio in termini di licenze.

Lotus Notes

 

One Response

  1. ivan volpi ha detto:

    Ciao Fabio,

    bell’articolo e considerazioni che in buona parte condivido. Unica cosa su cui mi permetto di aggiungere una nota è il discorso licenze. Avere una applicazione Notes utilizzabile via browser non necessariamente mi fa risparmiare soldi di licenze. Mi spiego: se gli utenti dell’applicazione comunque usano anche la posta Notes (anche se solo via browser), il tipo di licenza è lo stesso (in linea di massima Domino Collaboration Express). Se invece gli utenti dell’applicazione NON hanno posta Notes e non la usano, allora c’è un tipo di licenza “illimitata”, basata sul concetto di potenza del processore (PVU) che, per grandi numeri di utenti, effettivamente potrebbe far risparmiare.

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