Fabio Di Paola

I quadranti Gartner e la nostra testa

31 luglio 2017 Notes 0

Il mio punto di vista su Gartner ed i suoi quadranti: sono un punto di partenza, non una verità assoluta

Capisco l’utilità del quadrante magico di Gartner ed in fondo mi piace come è strutturato e la sua immediatezza.

Però resto dubbioso sulle motivazioni che portano un nome a spostarsi da un quadrante ad un altro : senz’altro saranno ben ponderate in quanto uno spostamento fra  i quadranti significa per un’azienda un notevole spostamento di fatturato in un senso o nell’altro e questo immagino che i signori di Gartner ben lo sappiano e si regolino di conseguenza.

Ma non dimentichiamo che queste analisi sono estrapolate da ogni contesto e non potrebbe essere altrimenti: Gartner può fare un’analisi di alto livello e darmi delle indicazioni ma non potrà mai dirmi se la soluzione è adatta alla mia situazione, se risponde alle mie necessità e se l’investimento relativo è valido e giustificato per la mia organizzazione.

In altre parole può darmi una direzione da seguire od un suggerimento ma la decisione finale e le scelte connesse alla fine sono mie.

Purtroppo ho visto situazioni in cui questo non sempre era ben compreso e di conseguenza ho sentito proporre scelte e soluzioni in base al concetto “è nel quadrante alto di Gartner ”

Certo può essere un buon salvagente ed un modo per coprirsi le spalle (per non dire di peggio). Se lo dice Gartner chi sono io per discuterlo? Se lo dice Gartner dev’essere giusto per forza!

Mi spiace, non è così. Gartner non ti dirà mai se la soluzione è giusta per la tua attività, questa è una valutazione che devi fare da solo, mettendoci del tuo e magari rischiando anche ma d’altronde così è la vita. Non puoi usarli come fossero verità assolute e non puoi nasconderti dietro di loro usandoli come motivazione per le tue scelte.

It Management

 

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